Seguendo il suo motto “If it’s small enough I’ll stick it down” (“Se è abbastanza piccolo io lo incollo”), Joe Black ha realizzato, utilizzando 5500 soldatini di plastica, il ritratto del bambino soldato cinese del 1938 scattato da Robert Capa per Life Magazine durante la Seconda guerra sino-giapponese. Tutti i soldatini sono di fabbricazione cinese da qui il nome dell’opera.
Con l’uso di una tecnica fotografica che spesso produce risultati “poveri” Mark Reugels duplica mondi fotografando gocce d’acqua di fronte a mappe della terra ottenendo in alcuni casi un perfetto duplicato del nostro pianeta.


José Rodolfo Loaiza Ontiveros, così come fece attraverso il fumetto negli anni ottanta Andrea Pazienza in “Perchè Pippo sembra uno sballato”, tende a demistificare la moderna favola Disneyana con la pittura ammantando di elementi viscerali quei personaggi che rappresentano il paradigma “ideologico” del lieto fine. Questo artista messicano sembra volerci ricordare che nessun individuo nella propria esistenza è immune da questi elementi della realtà e capovolge in modo netto la narrazione della fiaba a volte in una cinica corporalità come nel caso del cane Lilli de “Lilli e il vagabondo” (giocando sul termine inglese Lady, il nome di Lilli in Inglese) a volte ribaltando il senso ideologico della fiaba mostrando La sirenetta e la Principessa Sissi in un bacio appassionato con buona pace dei fautori del family day.
Borrando la Barda (Cancellando il confine) è una performance dell’artista messicana Ana Teresa Fernández.
Posando una enorme scala contro il muro di confine che separa Playas de Tijuana dal San Diego’s Border Field State park, e utilizzando un generatore e una pistola a spruzzo, ha iniziato a tinteggiare le sbarre di un azzurro pallido indossando un abitino nero e tacchi a spillo.
“Non-sign II” è un’installazione realizzata dal collettivo canadese Lead Pencil. La scultura è composta da stecche di acciaio inossidabile assemblate in maniera tale da dare l’impressione dello spazio negativo di un cartellone pubblicitario.
Mentre la cartellonistica sottrae l’attenzione dal paesaggio, “Non-Sign II” “incornicia” il paesaggio restituendogli l’attenzione che merita.
Via Designboom
L’Albero della Vita è un poster che, visto da lontano, appare come la sezione trasversale di un tronco d’albero. A ben guardare però, si riconosce tuttavia, che quelli che vediamo non sono gli anelli del tronco, ma centinaia di diverse sagome di animali che li compongono. Il design di questo poster si propone di attirare l’attenzione sulla deforestazione della foresta pluviale e la conseguente distruzione dell’habitat degli animali. Le stampe si possono acquistare su degree per $ 45.
“American Kills” dell’artista Sebastian Errazuriz cileno di nascita che vive a New York è un’istallazione pubblica che mostra mostra il tasso di suicidi dei soldati americani. Dopo una ricerca sui siti ufficiali sulle guerre, ha accidentalmente scoperto che i soldati americani morti di suicidio nel 2009 erano il doppio di quelli uccisi durante lo stesso anno nella guerra in Iraq; un confronto allarmante del quale Errazuriz non aveva personalmente mai letto o sentito parlare prima.
Secondo l’artista, una prima ricerca su Google ha mostrato solo segnalazioni di allarme dei media sui tassi di suicidio, ma l’informazione è sempre stata comodamente a disposizione divisa per mesi e generalmente separata in statistiche dalla marina dall’esercito esercito o dalle forze aeree.
“Quando ho trovato le statistiche complessive che sommavano 304 suicidi da parte di soldati americani nel 2009, sono rimasto scioccato. Ho cercato di trovare un numero per confrontare questo dato. Con mia grande sorpresa la statistica dei suicidi raddoppiava il totale dei 149 soldati statunitensi che erano morti nella guerra in Iraq nel corso del 2009 ed eguagliava il numero di soldati uccisi in Afghanistan.”
Il primo istinto di Errazuriz è stato quello di inviare la statistica su facebook, sbalordito dalla mancanza di risposta e interesse, ha comprato un barattolo di vernice nera e ha deciso di “postare” la notizia nel mondo reale della parete fuori dal suo studio a Brooklyn. Così ha segnato una striscia nera per ogni soldato morto, fino a quando sia i tassi di suicidio che quelli dei morti in guerra occupavano l’intera parete e sono stati registrati come in singola immagine.
“Il conteggio dei soldati morti fuori dal mio studio è stato lungo e sorprendentemente inquietante, era difficile dimenticare che ogni pennellata era un soldato morto l’anno precedente.
Un sacco di gente ha smesso di leggere il murale e sono stati subito impressionati dal ritratto della realtà. La maggior parte di loro sembrava abbastanza scioccato e mi ha contattato per chiedere se quello che stavo dipingendo fosse reale. Ho cercato di spiegare che ho semplicemente voluto creare un’immagine fisica che potesse catturare l’immaginazione delle persone, creando consapevolezza dei numeri attuali di morti in guerra e la discrepanza tra le infinite risorse ed energie destinate a combattere e proteggere i soldati in guerra contro le energie investite nel proteggere la loro salute e stabilità mentale “.
Tra i molti lavori di graphic design minimalista visti in giro, ho apprezzato molto il lavoro del designer catalano Genis Carreras che ha realizzato una serie di poster che spiegano complesse teorie filosofiche attraverso forme elementari.
Via allcitystreetart
Nella sua ultima performance Yolanda Dominguez, (il suo blog) ricostruisce le assurde contorsioni delle modelle nella pubblicità. Pose è una critica diretta del mondo assurdo e artificiale di riviste di moda e glamour. Queste riviste presentano, in particolare, un’immagine altamente distorta della donna trasmessa attraverso modelli che non rappresentano le donne nella realtà. Queste immagini sono praticamente l’unico riferimento femminile nei mass media ed hanno una grande influenza sia sugli uomini che sulle donne quando costruiscono il loro ruolo in termini di comportamento e modi di pensare. Utilizzando le posizioni impossibili delle riviste di moda come un simbolo grottesco un gruppo di donne reali trasferisce queste pose in scene di vita quotidiana: la coda in un museo, al mercaro rionale o alla fermata dell’autobus, scatenando la reazione degli spettatori (d’altra parte, essi sono i consumatori abituali di queste immagini). Lo scopo è quello di far capire di quanto ridicola, a volte dannosa, può essere la “scelta” di seguire questi modelli che il mondo del glamour e della moda ci impone.
Via Rebel:art


















